Immagine dal sito di "Open Group" che gestisce il servizio Fuori Binario di Bologna

ITARdD APS sulle polemiche di Bologna

ITARDD APS – Rete Italiana per la Riduzione del Danno esprime tutta la propria vicinanza e il proprio sostegno alla Città di Bologna e all’equipe di Fuori Binario, che ogni giorno lavorano con dedizione e competenza nella Riduzione del Danno, per la salute delle persone più fragili e il benessere di tutta la città.

Il sistema dei servizi di riduzione del danno è consolidato in tutta Europa, è riconosciuto a livello internazionale e nazionale. In Italia dal 2017 è tra i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

L’accusa che fornire strumenti sicuri per il consumo lo incentivi è vecchia quanto i primi programmi di scambio siringhe degli anni ‘80 del secolo scorso, che hanno però ridotto notevolmente le epidemie di HIV e Epatite. Lavorare in un’ottica di riduzione del danno significa offrire opportunità alle persone, senza esprimere inutili giudizi morali che producono invece abbandono. Per questo, le persone che incontrano i servizi di RdD sono più incentivati a cambiare e prendersi cura della propria salute, anche nelle piccole cose. Sta nei legami che si riesce a costruire la leva della salute di chi usa droghe. E’ una strategia supportata da numerose evidenze scientifiche che negli ultimi decenni ha generato una vasta letteratura internazionale: diminuiscono le malattie, le morti di overdose, e aumenta l’accesso agli altri servizi. Sta meglio chi usa droghe e sta meglio la comunità tutta.

Le strumentalizzazioni politiche di queste ore non solo distorcono il senso e il valore del lavoro che si fa, ma rischiano di arrecare danni a tutti: ai cittadini che vivono i quartieri, laddove i gruppi di riduzione del danno abbassano le tensioni sociali; ai professionisti e alle professioniste, che lavorano nei servizi continuamente alla ricerca di azioni che funzionino; alle persone che usano droghe e trovano nei programmi di riduzione del danno un primo punto di contatto col sistema dei servizi che se ne deve prendere cura e quei legami che rompono l’abbandono.

Mettere in discussione l’efficacia della riduzione del danno, agitando le acque sulle pipe per fumare il crack che si consegnano in mezza Europa, è anacronistico, pericoloso e ideologico. Non basta dire che la droga fa male, non serve a niente esprimere giudizi morali; sessant’anni di proibizione dimostrano il fallimento delle strategie che semplificano e che impongono l’astinenza come unico obiettivo. Queste posizioni ideologiche hanno già fatto molte vittime, e cercano di costruire consenso sulla pelle delle persone per le quali invocano aiuto e cura.

Ogni euro investito in riduzione del danno ne fa risparmiare almeno tre in altre cure tardive, perché i servizi di strada riescono ad avvicinare chi non chiede niente, proprio offrendo gli strumenti che servono a non prendere malattie, e proprio perché in quel gesto di scambio c’è tutta la fiducia che persone giudicate come nemiche nei centri urbani possono avere dei servizi socio sanitari.
Che qualcuno faccia ancora finta di non aver capito questo semplice concetto lascia sgomenti.

La polemica sulle pipe colpisce Bologna, città coordinatrice di una rete di città italiane che da anni si impegna a realizzare politiche urbane più umane ed efficaci per affrontare un fenomeno così complesso come l’uso di droghe, soprattutto quello nelle strade. Mentre il crack si diffonde come problema di salute e di vivibilità dei quartieri, le città di ELIDE cercano coraggiosamente strade diverse, sperimentando con senso e con rigore le innovazioni della riduzione del danno, nella contraddizione che in Italia ciò che funziona scandalizza e solleva inutili polveroni. 

Continueremo a sostenere e valorizzare la riduzione del danno come pratica di salute pubblica, responsabilità sociale e rispetto della dignità umana e dei diritti. Continueremo a sostenere chi ogni giorno fatica per migliorare la qualità della vita e dei servizi..

 

 

Immagine in copertina è tratta dal sito di Open Group che gestisce il progetto “Fuori Binario” di Bologna.